lunedì 20 aprile 2020

The Walk: un film mozzafiato

da imdb.com



The Walk (id., 2015) è il film che racconta l'impresa del funambolo francese Philippe Petit a New York: camminare su un cavo appeso tra le due Twin Towers a Manhattan, nel 1974. 
Philippe Petit nel 1974. Immagine da Il Post
Iconico è il suo attraversamento, tanto che l'immagine di lui che cammina a quattrocento metri di altezza è entrata ormai nell'immaginario comune. 
Il film su quest'impresa sarebbe potuto essere un lento, didascalico, un po' noioso invece Robert Zemeckis (i tre Ritorno al futuro, Forrest Gump) ha scritto e diretto questo film con una maestria sopra le righe. 
The Walk ha un ritmo stupendo, incalzante, che ti tiene incollato allo schermo fino all'ultimo passo, complice anche il fatto che il protagonista parla direttamente allo spettatore mentre racconta la sua storia. 
Una musica e un'atmosfera che mi hanno ricordato Ocean's Eleven fa da contorno a Joseph Gordon-Levitt (Inception, Il cavaliere oscuro - Il ritorno), che interpreta Philippe Petit, ruolo per il quale ha dovuto realmente imparare a camminare su un filo. 
Coinvolge fin dalla prima scena, fissando lo spettatore e raccontando il colpo di 
Immagine di proprietà di Sony Pictures, da imdb.com
Petit con entusiasmo. Colpo perché nulla era approvato dalle autorità, che si sono trovate sui tetti delle due torri per arrestare il funambolo. Affiancato dal carismatico Ben Kingsley che interpreta Papa Rudy, funambolo che condivide i segreti del mestiere con Philippe, Gordon-Levitt fa da padrone sulla scena. La sua espressività e le sue movenze ti fanno realmente credere che anche lui, come Petit, stia camminando a più di quattrocento metri nel vuoto, senza cavo di protezione.

Quest'impresa è ancora più incredibile anche perché Petit non ha voluto legarsi, andando incontro a morte certa se avesse perso l'equilibrio. Il vento a quell'altezza è molto forte e il cavo doveva essere fissato alla perfezione per non rompersi e non ondeggiare. 
Quando Gordon-Levitt muove il primo passo sul cavo il cuore salta un battito, per poi accelerare quando scopri che la sua passeggiata non è stata fatta una sola volta, ma ben otto! Sapevo esattamente che non sarebbe caduto, ma vi assicuro che mi sono sporta verso il televisore con gli occhi sbarrati, agitandomi.
Zemeckis ha creato un capolavoro narrativo, rendendo un'impresa così epica divertente, emozionante, coinvolgente e facendo venire la paura del vuoto allo spettatore, anche a quello che non ce l'ha e non soffre di vertigini. Ha fatto anche rivivere le Torri Gemelle, facendomi ripensare al vuoto e al silenzio surreale che ora pervade il World Trade Center.
Se come me non lo avevate ancora visto ve lo consiglio! 



lunedì 9 marzo 2020

Hobbs & Shaw: la rassicurante prevedibilità che funziona

da imdb.com


Se hai bisogno di un film che ti distragga dall’attuale emergenza sanitaria Hobbs & Shaw (Fast & Furious: Hobbs & Shaw, 2019) è l’ideale: esplosioni, cazzotti, prevedibilità ti danno quella sicurezza di cui hai bisogno.
Lo statuario poliziotto Luke Hobbs (Dwayne Johnson) e l’ex agente MI6 cattivo redento Deckard Shaw (Jason Statham) devono collaborare per sventare la minaccia internazionale di un virus letale (qui il pensiero al coronavirus c’è stato, ma essendo un film di Fast & Furious sapevo già che sarebbe finito bene).
da imdb.com
Sembra che l’agente dell’MI6 Hattie (Vanessa Kirby, la principessa Margaret di The Crown) abbia rubato questo pericoloso virus, ma in realtà se l’è iniettato per impedire al super cattivone metà uomo e metà macchina Brixton (Idris Elba, Thor) di rubarlo. 
Hattie affascina subito Hobbs perché picchia duro ed è prevedibilmente la sorella di Shaw, preannunciata da mamma Shaw (Helen Mirren, The Queen, Red) durante la visita che l’elegante signora riceve in carcere dal figliuolo (n.d.M.: il taglio di capelli di Helen Mirren è favoloso!).
Tra inseguimenti, sparatorie, folle corse in auto i nostri eroi finiscono prima a Londra, poi a Mosca, poi in Ucraina e infine nell’isola di Samoa. Qui arrivano a chiamarsi “fratello” e collaborano con la famiglia di Hobbs, che lui non vedeva da venticinque anni, per salvare Hattie e il mondo intero.
Il lieto fine è assicurato, così come il bacio tra Hobbs & Hattie.
Non è ancora stato annunciato un sequel ma c’è da aspettarselo, come preannunciato dai super cattivoni informatici che hanno incasinato il mondo con il virus.
E’ chiaro che la coppia Johnson – Statham funziona alla grande: fisicamente
da imdb.com, foto di Frank Masi, Universal Pictures
diversi, come sottolineano i due personaggi per tutto il film, ma entrambi tosti. Grosso e resistente il primo, agile e scattante il secondo; insieme formano un duo che deve per forza ritornare sul grande schermo. A mio avviso funzionano meglio di Diesel – Johnson.
Nonostante Shaw abbia ucciso il simatico Han (non credo mi riprenderò facilmente da questa storia), lo apprezzo sempre di più. Forse perchè è interpretato da Jason Statham? Sicuramente sì.
Vanessa Kirby ha dimostrato talento ed eleganza in The Crown, interpretando la principessa Margaret egregiamente. La sua espressività e le sue movenze trasmettono sempre i sentimenti che il personaggio prova, oscurando talvolta la protagonista Claire Foy, che interpreta la Regina Elisabetta II. Questo ruolo d’azione le calza a pennello, nonostante la leggerezza del film rispetto alla serie in cui l’abbiamo conosciuta.
Anche se la trama è prevedibile, le scene d’azione sono girate molto bene, sia le corse nelle vie di Londra che la fuga in Ucraina. Le scogliere della Samoa sono stupende, un’ambientazione diversa dal solito che inizialmente non mi convinceva ma che alla fine ha dato quel fascino in più al film.



martedì 4 febbraio 2020

Virgin River

da imdb.com

Netflix sta diventando molto prolifica nel produrre serie tv. 
Virgin River è una delle ultime uscite, ambientata in questo paese sperduto sulle montagne, dove arriva Melinda Monroe (Alexandra Breckenridge, This is Us, The Walking Dead). Infermiera specializzata e ostetrica, Melinda è scappata da Los Angeles per cambiare vita. Ma non è così facile ambientarsi a Virgin River, soprattutto se il medico che deve affiancare, Doc Mullins (Tim Matheson, The West Wing, Animal House), è contrario alla sua presenza. 
Assunta dal sindaco Hope (Annette O'Toole, Smallville, Superman III) viene presa sotto la sua ala protettrice e grazie a Jack Sheridan (Martin Henderson, Grey's Anatomy), ex marine ora gestore dell'unico pub del paese, inizia ad ambientarsi e a guarire dal suo pesante passato.
A metà tra Grey's Anatomy e Everwood, i drammi personali e familiari si
da imdb.com
mescolano con i casi medici, che diventano un incipit per un'analisi sociale più approfondita. 

I personaggi di contorno sono molti, dal cuoco Preacher (Colin Lawrence, Riverdale, The Good Doctor) all'inquieto Brady (Benjamin Hollingsworth, Code Black, Un uomo tranquillo), dalla parrucchiera Charmaine (Lauren Hammersley, Mr.D) al pericoloso Calvin (David Cubitt, BH90210).
Interessanti con un passato e una personalità, i personaggi sono tutti da sviluppare. La serie infatti è composta da 10 episodi e si capisce che quello che abbiamo visto è solo la punta dell'iceberg.
La seconda stagione è già in produzione e dalla fine della prima, chiaramente prevedibile e un po' scontata, può diventare interessante.
Mi aspettavo però un paesaggio più protagonista: tranne un paio di episodi poi rimane sullo sfondo, ma da una serie la cui protagonista abbandona il traffico di L.A. mi aspettavo qualcosa di più.
Non posso far altro che attendere la seconda stagione, sperando in sviluppi più inaspettati e in situazioni ancora più drammatiche, sperando in un po' di felicità per questa sfortunata infermiera.


lunedì 3 febbraio 2020

L'ora più buia

da imdb.com

Decine di film ci hanno mostrato la Seconda Guerra Mondiale, dai conflitti alla Shoah.
L'ora più buia (Darkest Hour, 2017) non ci mostra battaglie, morti, deportazioni ma ci mostra come un singolo uomo al comando abbia reagito e preso difficili decisioni nel maggio del 1940. 
Il protagonista assoluto del film è Winston Churchill, interpretato da un superbo Gary Oldman (La talpa, Dracula di Bram Stoker). E' seguito durante il suo instancabile lavoro dalla giovane segretaria Miss Layton (Lily James, Downton Abbey, Yesterday, Cenerentola), catapultata nel retroscena di questa drammatica guerra proprio quando, all'età di 66 anni, Churchill viene investito della carica di primo ministro. Dopo le dimissioni di Neville Chamberlain (Ronald Pickup, Marigold Hotel) il suo partito era scettico delle sue capacità. Solamente la moglie Clemmie (Kristin Scott Thomas, L'uomo che sussurrava ai cavalli, Il paziente inglese) crede in lui, perché perfino Re George VI (Ben Mendelsohn, Rogue One) preferirebbe altri rispetto a lui. Churchill è scorbutico, incute timore ma porta su di sé il peso del suo ruolo, con determinazione e coraggio.
Non più giovane, con un sigaro in bocca e whiskey o champagne in un bicchiere, Churchill nega fin da principio di poter siglare una pace con Hitler, andando contro al Visconte Halifax (Stephen Dillane, Stannis Baratheon de Il trono di Spade), caro amico del re. 
In quei drammatici giorni, mentre la Germania invade gli stati confinanti facendoli cadere uno dopo l'altro, le pressioni per un accordo di pace si fanno sempre più pesanti, così come la situazione dei 300.000 soldati bloccati a Dunkirk. Churchill deve decidere come agire...
Intenso, drammatico e attuale come non mai, L'ora più buia ci mostra come il volere di un popolo venga capito e diffuso da un aristocratico, che per quella
Winston Churchill e Gary Oldman nel film (Focus Features LLC)
nazione ha combattuto e ne ha poi deciso il destino.

Gary Oldman è così bravo che ti tiene incollato allo schermo fino all'ultima scena: il suo carisma e la sua fedele interpretazione di Churchill gli ha valso non solo il premio Oscar come attore protagonista, ma anche il BAFTA, il Golden Globe, il SAG Awards e diversi altri premi. 
Oldman ruba la scena a chiunque, dalla giovane Lily James all'affermata Scott Thomas. Riesce a trasmettere, grazie a una sceneggiatura ben scritta e a una rappresentazione dei fatti per niente noiosa, i sentimenti contrastanti dell'epoca: la paura, la voglia di combattere, la volontà di salvare i propri soldati, la voglia di non soccombere a Hitler ma anche la voglia di pace per salvare la propria nazione.
Un film arricchito di frasi ad effetto che descrivono esattamente la situazione ("Non si può ragionare con una tigre quando la tua testa è nella sua bocca", "Senza vittoria non può esserci sopravvivenza"), commuovendo e facendo prendere coscienza ancora di più della situazione drammatica del tempo.
Senza conoscere la storia siamo destinati a ripetere gli stessi errori. 



lunedì 27 gennaio 2020

Yesterday

da imdb.com


Come sarebbe il mondo dopo un black out su scala globale durante il quale tutti, tranne un cantante squattrinato senza prospettive di carriera, si fossero dimenticati dei Beatles? 
E' proprio questo che fa da motore di partenza al film Yesterday (id., 2019): nell'Inghilterra contemporanea i Beatles non sono mai esistiti ma Jack Malik (Himesh Patel, The Aeronauts) li ricorda, iniziando a cantare le loro canzoni dichiarandone la proprietà. 
Ed è così che da cantante squattrinato con solo la sua manager Ellie come fan (Lily James, Downton Abbey, L'ora più buia, Cenerentola) diventa un cantante così famoso che perfino Ed Sheeran si inchina a lui.
Ma i sensi di colpa e l'essere apprezzato per qualcosa creato da altri saranno sopiti dai soldi e dalla fama?
da imdb.com, proprietà di Universal Pictures
Un cast di attori inglesi, affiancati dall'americana Kate McKinnon (Ghostbusters al femminile) ad interpretare la manager di Malibù di Jack, che si incastra alla perfezione dandoci questa perla tra i film usciti nel 2019. Un Robert Carlyle (The Full Monty, C'era una volta, Trainspotting) non accreditato ma facilmente riconoscibile è la ciliegina sulla torta che finisce per farci commuovere. 
Un film che ha tra i comprimari anche il cantante Ed Sheeran, che canta e si presta a fare da scopritore e poi da spalla al nostro protagonista. Sheeran interpreta proprio se stesso, divertendo lo spettatore, specialmente alla sua prima apparizione in casa Malik, e dando un tocco di realismo al film. Se Ed Sheeran esiste come mai i Beatles no?
Per gli amanti dei Beatles Yesterday è un film perfetto: riprende la stesura delle canzoni, ripercorrendo i testi e i luoghi da cui i Fab Four hanno tratto ispirazione e ci fa ascoltare le loro canzoni, con il trasporto di un fan come Jack Malik che fa di tutto per farli rivivere. 
In un mondo in cui i Beatles non sono mai esistiti riusciamo comunque, grazie a Jack, a godere delle loro canzoni. 
Ve lo consiglio e vi assicuro che canterete insieme a Jack, emozionandovi.


martedì 31 dicembre 2019

2010-1019: un decennio di cinema

Con il 2019 si conclude il secondo decennio degli anni 2000, che ha visto cambiamenti e costanti nell'ambito cinematografico e televisivo.
La più grande novità è la diffusione delle nuove piattaforme (Netflix, Amazon Prime), che hanno cambiato il nostro modo di vedere film e serie TV. La serialità è spesso azzerata perché vengono rilasciate intere stagioni tutte in una volta, e la visione dei film si può interrompere e riprendere a nostro piacimento su diversi device. Questo cambia la linearità e la continuità della storia e l'adattarsi di queste piattaforme al nostro stile di vita frettoloso ha fatto sì che ciò che vediamo sia sempre più veloce e ritmato. Film e serie tv più lente, con meno dialoghi e scenari protagonisti sono diventati ormai per una nicchia di pubblico.


Partiamo dal cinema.

Colpisce molto come le SAGHE siano diventate una costante degli ultimi dieci anni.
immagini da imdb.com
MARVEL con Iron Man 2 dà il via al decennio, che si concluderà nel 2019 con Avengers: Endgame. Comprata dalla Walt Disney Company nel 2009, ha portato sul grande schermo gli eroi più famosi dei suoi fumetti, creando storie con sentimenti universali e portando gli effetti speciali a livelli elevatissimi. 
E' stata criticata per la pesante CGI presente nei suoi film rispetto a quelli più tradizionali, ma a mio avviso la CGI senza una trama solida, un buon modo di raccontarla e degli attori degni di tale nome non vale nulla. E qui il valore si è visto. Non solo ha avuto successo in termini economici ma gli eroi, nel bene e nel male, sono diventati ormai noti al grande pubblico, così come le loro gesta, tanto che in molti si riconoscono in essi.
Altra saga del decennio è quella di STAR WARS. Anche Lucasfilm è stata acquistata dalla Disney ed è chiaro che questo abbia influito sulle trame e
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sull'andamento dei film. Sta di fatto che dal 2015 ad oggi sono stati girati cinque film: due prequel e una trilogia che, piaciuta o meno, ha coinvolto sempre più persone nell'universo creato da George Lucas 42 anni fa. 

Anche la DC ha provato a creare una saga dagli eroi dei suoi comics, ma senza il successo sperato. 
Poco successo hanno anche avuto i due sequel de I Pirati dei Caraibi (Oltre i confini del mondo del 2011 e La vendetta di Salazar del 2017), sintomo che la parola "fine" talvolta è migliore di "continua".
Sull'onda delle saghe si è ripresa anche quella di Fast & Furious: dopo il primo capitolo del 2001, nel 2011 è uscito il quinto film che ha dato il via a vari sequel e a uno spin off, Hobbs & Shaw (2019). Un esempio del fatto che certi personaggi secondari possono diventare più interessanti, almeno tanto quanto quelli principali.
Vale anche per il mondo di Harry Potter: la saga di Animali Fantastici sarà composta da cinque film (due già usciti, uno nel 2016 e l'altro nel 2018) e ci mostreranno come Albus Silente sia riuscito a sconfiggere il malvagio ex amico Gellert Grindelwald.

Un trend che continua ad avere sempre successo nel tempo, senza sentire cambiamenti, è quello dei film BIOGRAFICI. Li ritroviamo sempre nel cinema e nella televisione, spesso così intensi e drammatici da ricevere nomination, premi e
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l'ambito statunitense premio Oscar. Molte volte accade che nel ruolo principale abbiamo interpreti noti per la loro bellezza, che cimentandosi in film impegnati dimostrano a critici e pubblico le loro doti attoriali. Ne sono un esempio Rush (2013) con Chris - Thor - Hemsworth e Tonya (2017) con Margot Robbie.

Nel decennio si è passati da Lincoln (2012), presidente molto amato dagli americani, a Snowden (2016), su un tema controverso quali le intercettazioni nel governo statunitense (infatti di premi Oscar non ne ha vinti nessuno). Controverso ma di grande attualità è anche l'italiano Il traditore (2019) su Tommaso Buscetta, primo mafioso a collaborare con la giustizia. Ha vinto diversi premi e Pierfrancesco Favino potremmo considerarlo l'attore italiano più famoso del decennio, avendo lavorato molto anche all'estero (Angeli e demoni, Rush, World War Z, Rachel).
Dei film biografici voglio ricordare anche The Social Network, che ha aperto il decennio, e Green Book del 2018. Entrambi trasmettono un'intensità tale da aver vinto ben tre premi Oscar.


Questi sono i principali trend che hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni. 
E ora la mia personale top 10 degli anni '10 del 2000.

FILM CHE MI SONO PIACIUTI DI PIU':
2010: Inception, di Christopher Nolan con Leonardo di Caprio, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Tom Hardy, Marion Cotillard.
2011: Carnage, di Roman Polanski, con Jodie Foster, Kate Winslet, John C. Reilly, Christoph Waltz.
2012: Skyfall, di Sam Mendes, con Daniel Craig, Javier Bardem, Judi Dench, Ralph Fiennes.
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2013: The Wolf of Wall Street, di Martin Scorsese, con Leonardo di Caprio, Margot Robbie, Jonah Hill, Matthew McConaughey.
2014: Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson, con Ralph Fiennes, Adrien Brody, Willem Dafoe, Harvey Keitel, Tilda Swinton.
2015: Avengers: Age of Ultron, di Joss Whedon, con Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, James Spader.
2016: Rogue One: A Star Wars Story, di Gareth Edwards, con Felicity Jones, Diego Luna, Donnie Yen, Ben Mendelsohn.
2017: Logan, di James Mangold, con Hugh Jackman, Patrick Stewart, Dafne Keen,.
2018: Green Book, di Peter Farrelly, con Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini.

2019: C'era una volta a... Hollywood, di Quentin Tarantino, con Leonardo di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Margaret Qualley.


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Come non parlare poi delle Serie TV, la cui qualità spesso eguaglia quella cinematografica.
Il mercato per certi versi è saturo: se ne producono sempre di più, tanto che alcune non vedono la seconda stagione.
Sopravvivono quelle di ALTA QUALITA', con una trama ben scritta, attori sopra le righe, stagioni composte di pochi episodi. Ne sono un esempio House of Cards (2013-2018) con Kevin Spacey e Robin Wright, The Young Pope (2018) con Jude Law, Downton Abbey (2010-2015) con Maggie Smith, Sherlock (2010-?) con Benedict Cumberbatch.



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Stanno andando molto anche le serie TRATTE DA LIBRI, che vantano una trama già pronta: Game of Thrones dai libri di George R.R. Martin (2010 - 2019, che è andata oltre il pubblicato, in quanto la saga non ha ancora una fine scritta), The Witcher (2019 -) da Andrzej Sapkowski, Outlander (2014 - ) da Diana Gabaldon, House of Cards (2013 - 2018) da Michael Dobbs, L'Allieva (2016 - ) da Alessia Gazzola. Hanno preso ispirazione dalle opere di Sir Arthur Conan Doyle sia Sherlock (2010 - ) che Elementary (2012 - 2019), che hanno fatto di uno Sherlock Holmes moderno il loro protagonista. 


Purtroppo ci sono anche i REMAKE di serie tv di successo dei decenni precedenti. Da Hawaii Five - O (2010 - ) a Streghe (2018 - ), da Roswell New Mexico (2019 - ) a McGyver (2016 - ). Ben fatte o meno, necessarie o no, sta diventando il trend attuale e sicuramente ne vedremo altre nel prossimo decennio. Siamo in attesa (???) della nuova serie di Buffy l'ammazzavampiri, che sarebbe dovuta uscire nel 2019 ma che probabilmente vedrà la luce nel 2020. 



Cosa aspettarsi dal 2020? 
Innanzitutto supereroi donne, con The Black Widow (con Scarlett Johansson) e Wonder Woman 1984 (con Gal Godot) e l'antieroina Harley Queen (Margot Robbie) in Birds of Prey. Grandi ritorni come quello di James Bond (sempre interpretato da Daniel Craig), Fast & Furious 9 (con Vin Diesel e Cahrlize Theron) e Bad Boys con il terzo capitolo della saga (con Will Smith e Martin Lawrence).
Serie tv interessanti che arriveranno in Italia come The Mandalorian, His Dark Material con Dafne Keen, Star Trek: Picard con Patrick Stewart.
Fantasy e fantascienza ormai sono alla portata di tutti e prevedo interessanti visioni nel 2020.

Buon anno a tutti!



giovedì 12 dicembre 2019

Roswell, New Mexico: avevamo bisogno di questo reboot?



Ero scettica nell'affrontare Roswell, New Mexico, serie tv reboot di Roswell (1999-2002). La serie originale mi era piaciuta, nonostante il finale raffazzonato per la chiusura della serie tv.
Liz e Michael serie originale
© 2001 Twentieth Century Fox.
All rights reserved.
Le avventure dell'umana Liz Parker (Shiri Appleby, UnREAL) e degli alieni con 
Isabel e Michal serie originale,
© 2000 Twentieth Century Fox.
All rights reserved.
poteri Max Evans (Jason Behr, I signori della fuga), Michael Guerin (Brendan Fehr, The Night Shift) e Isabel Evans (Katherine Heigl, Grey's Anatomy, Suits) mi avevano presa. 
Il modo in cui a fine anni '90 si affrontava il diverso, ciò che non conosciamo attraverso il racconto di questi adolescenti era perfetto per l'epoca. La stessa epoca in cui si sviluppava un'altra serie tv che del diverso e di come combatterlo o amarlo ne faceva il suo leitmotiv, cioè Butty The Vampire Slayer (1997-2003).
Roswell New Mexico ci porta come protagonisti degli adulti e non degli adolescenti. Non è ambientato alle superiori ma i protagonisti lavorano e hanno a che fare con i problemi della vita adulta.
Poi in questa serie le cose non sono solamente bianche o nere: buono e cattivo, giusto e sbagliato sono confini labili e soggettivi. Compiere una cattiva azione per salvare le persone che si amano è poi così sbagliato? Nascondere un omicidio per salvare la vita a un'altra persona è giusto? 
Sono temi che si affrontano fin dal primo episodio, perché la morte è onnipresente. La Liz di oggi (Jeanine Mason, Grey's Anatomy) ritorna a Roswell dopo una decina d'anni e soffre ancora per la morte della sorella Rosa (Amber Midthunder, Legion), dovuta a un incidente d'auto in cui ha perso la vita insieme a delle amiche. Molti odiano gli Ortecho per questo, ma li odiano ancora di più per il loro cognome, che non è Parker come nell'originale. Infatti sono messicani e il conflitto tra U.S.A. e Messico è pesante, anche a causa del muro tra i due paesi.
Questo Roswell è ben contestualizzato nella storia attuale, tanto da portare un tema caldo e sentito come il muro di Trump dentro la serie tv. 
Diversificare questo reboot così tanto dall'originale, portando temi così attuali è la cosa che ho più apprezzato. 
Altro tema che affronta è l'omosessualità. Il personaggio di Alex Whitman (Colin Hanks, Life in Pieces) originariamente era un ragazzo un po' sfigato follemente innamorato della bellissima Isabel. In New Mexico di cognome fa Manes (Tyler Blackburn, Pretty Little Liars), è un militare gay che con difficoltà ha accettato ciò che è, a causa anche di un padre padrone implicato nel combattere gli alieni giunti sulla Terra con lo schianto del 1947.
Michael e Isabel, New Mexico© 2019 The CW Network, LLC. All rights reserved.
Il suo grande amore è Michael Guerin (Michael Vlamis), bisessuale che però ha anche un debole per l'amica di Liz, Maria De Luca (Heather Hemmens).
Il diverso qui non è solo l'alieno con super poteri che potrebbero terrorizzare gli esseri umani. Il diverso è anche il vicino di casa perché messicano, il figlio del militare perché gay, lo schivo Michael perché vive nel deserto e ha una mano distrutta, la mamma di Maria perchè sembra pazza.
E' evidente che il diverso potremmo essere noi stessi, per un pregiudizio delle persone che ci circondano. 
Liz e Max in New Mexico, da imdb.com
La paura del diverso rientra anche nella storia d'amore di Liz e Max, che anche qui sono attratti l'una dall'altra (questo non si può cambiare), ma i segreti e il passato tendono a dividerli. 
La bionda Isabel reginetta della scuola qui invece (Lily Cowles) è la moglie dell'avvocato Noah (Karan Oberoi) che è all'oscuro del suo segreto ma sembra condurre una vita normale, nonostante il forte attaccamento al fratello e all'amico. Il marito non sembra geloso, ma inizia a insospettirsi quando Isabel si comporta in modo strano.
Bugie, paura, omicidi, dolore, emozioni non dette sono il filo conduttore di questa prima stagione.
Le premesse di una serie tv interessante ci sono, non è certo un capolavoro ma potrebbe portare sviluppi con la seconda stagione. 
Vederla mi ha fatto venire voglia di recuperare Roswell originale, la cui sigla di Dido "Here with me" mi risuona ancora in testa. La ritroviamo nell'ultimo episodio in una cover, come ritroviamo Shiri Appleby come regista di un episodio.